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Da ieri sera, 7 maggio 2019, sono il nuovo presidente dell’ASD Ravenna Scacchi. Ammetto un certo senso di disagio perché, se da una parte volevo impegnarmi attivamente dopo la morte dell’amico Gastone Del Vecchio per risollevare le sorti del circolo e dell’attività scacchistica cittadina, dall’altra non sono del tutto sicuro di  possedere le caratteristiche idonee alla carica, soprattutto alla luce della figura che mi accingo a dover sostituire. Pertanto, la mia presidenza non potrà mai assumere atteggiamenti leaderistici, ma farà il massimo per coordinare sforzi di natura differente ma miranti in un’unica direzione. Mi rivolgo quindi in primo luogo a soci ed ex soci ancora ‘malati’ del gioco: c’è bisogno di voi. E’ fondamentale inanzitutto rivitalizzare le serate del circolo, ricreando quelle atmosfere conviviali e goliardiche dalle quali esci appagato anche dopo aver subito decine di miniature.

Ovviamente, ognuno intende il gioco alla propria maniera e nutre diversi interessi. C’è chi semplicemente ama ‘ammazzarsi di lampo’ fino a tarda notte; chi vorrebbe analizzare posizioni e prepararsi per i tornei approfittando della collaborazione di altri giocatori; chi vorrebbe imparare e migliorare nel gioco. Mi impegno a trovare la giusta collocazione per tutte queste legittime aspirazioni attraverso la pubblicazione di un apposito calendario di iniziative, auspicando che appartenere a una comunità come un’associazione sportiva faccia ragionare i singoli membri nell’ottica del ‘noi’ e non semplicemente dell”io’.

Priorità immediatamente successiva è riallacciare i rapporti con la nostra città. A Ravenna si gioca a scacchi, anche tanto, ma le singole realtà sono totalmente sfilacciate l’una dall’altra. L’ASD Ravenna Scacchi non nutre alcuna ambizione egemonica ma, coerentemente con la mission che le deriva dall’affiliazione alla FSI, è suo dovere che gli sforzi profusi per la divulgazione del gioco degli scacchi si traducano anche sul piano della partecipazione agonistica. Ad esempio, trovo assurdo che, a fronte di centinaia di bambini delle scuole primarie ravennati  avviati alla conoscenza degli scacchi e molto spesso affascinati da essi, corrisponda un agonismo juniores totalmente in stallo. Mi auguro che si possano superare tra i diversi soggetti operanti vecchie ostilità e diffidenze  – per le quali non ho problemi ad ammettere anche alcuni miei passati comportamenti non troppo coerenti con tale auspicio – in nome della comune passione per il nostro Gioco.

Ultimo ma non ultimo, la capacità di fare rete con le realtà scacchistiche romagnole, Faenza e Cesena in primis. Al riguardo, Gastone nell’ultima parte della sua vita aveva sviluppato alcune proposte molto innovative, decisamente poco in linea con il provincialismo che purtroppo caratterizza lo scacchismo italiano in generale. Voglio rassicurare gli amici del resto della Romagna sul fatto che non intendo né dimenticarmi di loro né archiviare i progetti di Gastone, chiedo solo tempo per tamponare le situazioni interne più urgenti prima di riprendere il filo di un discorso interrotto.

Chiudo promettendo il mio massimo impegno nella speranza che, quando arriverà il momento di passare il timone della presidenza, comunque siano andate le cose, non debba patire rimpiangere nulla.

Igor Giussani